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giovedì 7 maggio 2009

?


Ah nn ve l'ho detto?
Stanotte decido se fermarmi qui a Londra, o accettare una proposta di lavoro a Padova...

sabato 18 aprile 2009

A Londra, prima volta che...


... che mi fanno un contratto tendente al serio per lavorare, che dormo due sere di seguito sul sofa, che vedo uno scoiattolo vivo a meno di 3 metri di distanza, che mangio un pudding, che mi faccio fare i capelli da un iracheno, che lavoro con un olandese, che non ho un comodino in stanza, che ho delle volpi che si picchiano nel cortile di casa, che faccio la spesa alle 22 di sabato sera, che scarico film a 500kb al secondo, che un po' per volta leggo un libro intero in metro, che faccio una lavatrice di solo "liquido profumante" confondendolo col detersivo, che mi porto da mangiare al lavoro, che uso un bollitore d'acqua, che ho un collega gay, che vedo un poliziotto in bici, che utilizzo la cassa self-service al supermercato, che spendo mezzo stipendio per l'affitto, che compro le zucchine impacchettate, che metto a stendere la roba sui termosifoni, che brucio i peperoni sul bbq, che pago un macchiato 1.40£, che il Macca si può vantare di avere un amico che lavora a Londra...

mercoledì 11 marzo 2009

Tube

Lite, TheLondonPaper, Metro. I free press. I compagni di viaggio della tube a Londra sono loro, non le altre persone accalcate. Perchè anche se sono accalcate, non le percepisci come "compagni di viaggio". Fanno solo parte della metro. C'è la Metro, che è composta dalle gallerie, le carrozze, i tabelloni, le scale, gli annunci, il touch in e touch out, il barbone col cane; e poi ci sei Tu. Nel senso di Io. Staccato. Il primo viaggio verso lavoro è stato ipnotizzante. Non ho sentito una parola da quando sono salito a quando sono sceso. E non era per il rumore sovrastante. E' che nn c'era nessun rumore da sovrastare. Ridicolo quanto possa essere distante da te una persona che ha la faccia a 30cm dalla tua. Spariscono tutte le leggi della prossemica.
O almeno così è per le prime volte. Ho iniziato a rifugiarmi nella playlist del lettore mp3. All'inizio era fico. Mi sentivo davvero come in un acquario, solo che invece del rumore sordo, quel blub blub, quello suono che sembra il noise del tuo cervello quando sei sott'accqua c'era la versione ska di karma police dei radiohead. A pensarci bene, sono tripping entrambe...

Oh, ci metto un'ora door to door per andare al lavoro. Fisso in piedi. Cazzo... Troppo. di cui 30minuti in metro. Sulla Nother line nelle peak hours c'è veramente casino. Il casino più silenzioso a cui abbia mai partecipato.

Poi ci fai l'abitudine. O, forse meglio, cambi atteggiamento verso quel modo di "essere assieme". Sorridi. Trovi le strategie per salire prima. Per metterti nel posto da cui potrai essere il primo a sederti, quando altri scendono. Leggi il giornale del tipo a cui stai appiccicato dietro. Scambi sguardi con i gggiovani che salgono o scendono. Insomma, giochi il gioco dell metro. Alla fine non è male. E' sicuramente una parte imprescindibile del vivere a Londra. Meglio impararlo subito.

E poi, per essere da subito un Londoner worker, ci sono i free press. Lo stile è questo: gran foto in copertina. Titolo in non più di 5 parole. Scandalistico, a prescindere dal'argomento. Articoletto di spiegazione. Poi, all'interno, 9/10 di spam. Gossip a manetta. foto di gente figa e famosa. Notizie surreali. Pubblicità a manetta. I filoni di notizie che si leggono in ste settimane sono i crack bancari, Gordon e Obama che si incontrano, il crash aereo, la cattiva del GF (qui BB) ora malata terminale, il buon'uscita esoso della RBS devastata dai crack, la morte del figlioletto malato di Cameron.
Queste (almost) notizie ti seguono in tutti i viaggi. In pila la mattina si fanno raccogliere nei contenitori mentre aspetti il treno. Poi le vedi già usate ed abbandonate da quelli che ci son stati prima di te. Poi te le rimettono in mano all'uscita della metro. E lo stesso al rientro. Seconda edizione, PM. Te le danno in mano all'entrata della metro, e le trovi già usate da altri sui treni, e presto abbandonate. Un po' come le mignotte.

Ps: bellissime le strisce Em Cartoon!

domenica 8 marzo 2009

Go


"Attenzione, ultima chiamata per il signor Cargnelutti. Attenzione, volo EasyJet per Londra Gatwick, ultima chiamata per il signor Cargnelutti...".
Inizia così, e con una rapida chiamata sfottò della morosa "sfigattto!", il viaggio verso Londra... La cosa bella è che eravamo arrivati in areoporto con lago anticipo... vabbè... Arrivo di sera, treno per London Victoria, tube per Brixton, come da programma. Invece il programma nn prevedeva che il numero di cell di Eva, colei che mi avrebbe dovuto ospitare per i primi giorni, nn prendesse. Irraggiungibile. Inesistente. Errato. Problema di conessione. Ogni volta una roba diversa in base a come cercavo disperatamete di mettere-nn mettere-modificare il prefisso 0044... Allora chiamo elisa, vai su facebook, lì eva mi aveva scritto il suo num di cell, vedi se è giusto, sì cacchio è giusto, ma qui non funzia, allora vai su skype e vedi se è online, no nn è online, allora scrivigli una chat su skype, un messaggio su facebook, una mail su gmail... Alla fine della fiera, dopo un'oretta di attesa in stazione dlla metro, eva mi chiama. E il cell mi riconosce il numero. Mistero nn spiegato. Vabbè, bando alle lagnanze, ho una cena, un tetto, un divano, tre italiani (Eva e Andrea, coppia millenaria, ed Ale, la ragazza più piccola che abbia mai visto, nel senso di altezza, mi sembrava brutto dire bassa o nana...), una tedesca e una spagnola. Addirittua una moca bialetti. Primo -ed ad ora unico- buon caffè bevuto.

martedì 17 febbraio 2009

sì sì lo so..


.. che nn scrivo da una vita, eccheccazo un blog che nn lo aggiorni nn è un blog, muovi il culo ecc... ma riprendo in mano -metaforicamente- la penna per mettere per iscritto una cosa di cui mi sono accorto, reso conto, ora: mi piacciono le interviste. Dirai, echeccazzo vuol dire/me ne frega?! boh/niente, risponderei... cmq mi son reso conto che le interviste (ah, spetta che preciso, nn le interviste A ME, che nn me ne hanno mai fatte..), ma dico il gioco che avviene tra intervistatore ed intervistato. il risultato che ne esce. il cercare di capire, magari leggendo l'intervista, qual era effettivamente la'atmosfera, gli sguardi, le intonazioni, come si era preparato l'intevistatore, gli incipit e gli outcipit (carina o pessima questa?). Le interviste sono una figata. me le sto vedendo su youtube, in giro per la rete. Per esempio c'è sto giornalista qua che ha messo online tutte le sue interviste di 38anni di giornalismo...

Alcuni pezzi da una bellissima intervista a Michele Serra:

Siamo all'orrendo moralismo?
«Sarebbe giusto porsi il problema della misura. Io sono stato educato da una famiglia liberale e da un partito comunista. Il risultato è che quando leggo un'intervista a Fabrizio Corona rimango sconvolto».

...

Quale sfiga?
«La sfiga di avere i vescovi. Una zavorra spaventosa».

Aggravata dalla morte della Dc.
«Oggi i vescovi fanno politica in prima persona. Quando penso alla Dc la ricordo come un enorme paio di mutande, non immacolate ma robuste, atte a contenere le vergogne del Paese».

Che metafora schifosa.
«Finita la Dc è come se il Paese si fosse tolto le mutande. Le vergogne sono in libera uscita».

...

"Limiti della democrazia, anche i coglioni votano". Grande titolo del
tuo "Cuore".
«Resto convintamente democratico, un uomo un voto...».

Però...
«Ogni tanto mi viene la tentazione di pensare il contrario. Forse ci vorrebbe la patente per votare. Un esamino. Chi è il Presidente della Repubblica? Quante sono le Camere?».


Poi, se ci penso, in realtà mi hanno fatto delle inetrviste. me ne sono venute in mente 3. e pure ne ho fatte (condotte) un paio. me ne bullerò un'altra volta... ora devo vedere di una stanza a Londra... (nn potevo nn bullarmi di nulla..)

Oh, e se cambio tutto e mi butto nel giornalismo?!